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ATTIVITA'
DI ARTE ADDIZIONALE
In tutta franchezza: siamo sei
debosciati che vagano per la città e trascrivono tutto in questo sito.
Insomma, scrittura, città vissuta e Internet come mezzo di distribuzione.
Con la presentazione successiva vi dimostriamo quanto si può ricamare
sopra alla stessa idea.
Presentazione semplice - quasi un comunicato stampa

Creazione dei 6 personaggi
Abbiamo creato sei personaggi narrativi (Claudio
Emme, Il Prof,
Ludwig, Marcello, Marietto
e Vano) e gli abbiamo dato questo
sito come casa nel web.
La stesura dell'opera (scrittura della realtà dell'evento)
Dopo le 48 ore, questi personaggi tornano nel sito e cominciano a trascrivere
i loro appunti per costruire l'opera letteraria digitale della 48 ore,
dove ci sono i contenuti di quello che hanno registrato, fotografato,
scritto e…molto di più, dato che la letteratura non si ferma mai a un
rapporto cronachistico (Truman Capote in Sangue Freddo lo denuncia
in modo esemplare).
Possibilità d'interazione
Oltre al (dis)piacere estetico che qualsiasi opera artistica può offrire,
con la 48 ore, i 6 personaggi vogliono dare spazio a persone che, come
loro, desiderano descrivere la quotidianità vissuta o inventata.
Il sito offre alcune possibilità d'intervento ai lettori.
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Ogni articolo o racconto può essere commentato,
basta cliccare sulla funzione "commenti?" in basso
a destra di ogni contributo.
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La sezione link
è altamente propositiva: ogni utente registrato può suggerire link
che ritiene di interesse generale per i membri della community.
Presentazione approfondita
  
La città, cosa ha rappresentato per
l'uomo
La città ha rappresentato il tentativo dell'uomo di riprodurre, attraverso
la tecnologia, il mondo naturale. Quello che era un sogno bellissimo,
che rendeva l'uomo simile a dio, si è presto trasformato in un incubo:
la città è diventata giungla, Babilonia, puttana. La tecnologia ha affinato
i bisogni naturali con bisogni artificiali, che si evolvono in continuazione.
Il quadro qui tratteggiato sembra orribile.
Ma "the people" (da intendersi come in "Understanding popular culture"
di Fiske) non è stupida quanto pensava Adorno. . "The people" della
48ore è capace di prendere la tecnologia e strumentalizzarla, scevra
da escatologia, determinismo ed evoluzionismo tecnologico. Tra la tradizione
e l'innovazione si situa sempre l'uomo del presente, che allo high
tech - risponde con lo high touch.
Le mental maps dei personaggi
In questo modo la 48ore rispecchia le mental
maps impazzite, che scaturiscono dalle menti di sei personaggi che giocano
con le città e con la loro riproduzione mediatica - la Milano "da bere"
anni Ottanta e quella di Albertini in mutande - le fittizie varianti interetniche,
andando a mangiare in un ristorante cinese, ed infine con la sua riproduzione
virtuale.
I diversi registri linguistici dei personaggi garantiscono la possibilità
di raccontare "una realtà" senza intellettualizzarla e, dall'altra parte,
di interpretarla quasi teoricamente, assumendo una posizione di sicurezza
che tanto partecipa alla crudezza della scena, quanto ne mantiene la distanza
di sicurezza. Il pluristilismo è decostruttivo ma non nichilista perché
noi crediamo nell’orizzontalità.
Niente di nuovo…del comune nuovo
Abbiamo sentito nominare Debord e Foucault, ma non abbiamo mai avuto tempo
per leggerli veramente. A noi piacciono i dj che usano il taglia e cuci
come Le Hammond Inferno e come loro noi campioniamo Barthes, Labranca,
Nove, Opaschowski, Bourdieu…e molti altri che rispettiamo.
Cosa abbiamo creato di nuovo se a livello compositivo ci rifacciamo a
vecchi esperimenti letterari (progetti di scrittura collaborativa), se
"opera aperta e opera chiusa" sono state teorizzate da quarant’anni,
se a livello distributivo ci promuoviamo con tecniche di marketing abusate
da decenni da parte della pubblicità, se infine, a livello tecnologico,
utilizziamo sistemi di comunicazione non più altamente innovativi (il
weblog)? Noi assimiliamo tutto questo per potere raccontare meglio. Se
ci si prefigge il nuovo come scopo dell'arte e si pretende di individuare
qualche inafferrabile sviluppo nelle arti, noi non abbiamo creato nulla
di nuovo. Infatti non vogliamo avere a che fare con le rivoluzioni e le
innovazioni. Non vogliamo avere a che fare con il nuovo come moda.
Scrivere diventa un atto narcisistico quando vogliamo rifletterci nella
nostra esperienza. Ancor più del Laocoonte di Lessing, noi crediamo ad
un poetare pulsante di dinamismo. Scrivere ed agire significa rendere
indipendente il nostro pensiero, e nel dissentire criticamente, scoprire
le radici di ogni libertà, con il maggior numero possibile di complici.
La nostra poetica, come la poetica della pornografia, è dell'eccesso:
di spettacolarità, di avidità comunicativa, di scarnitura. La contropartita
è alta: avvicinandoci al vero, supereremo il verosimile. Dobbiamo mentire
per poter raccontare una verità. Con questo abbiamo soddisfatto ogni aest-etica,
analogica o digitale.
Internet come piattaforma
di produzione letteraria
La 48ore considera Internet non solo un canale
di distribuzione, di comunicazione e d'informazione, ma anche uno
spazio da occupare con creatività.
L'evento della 48ore è un ipertesto dalla volontà motivazionale. Nel suo
dinamismo artistico di azione e scrittura sollecita la fondazione di una
community che si prefigge un'attività di intercreatività, il "fare insieme
cose" per cui è nato il World Wide Web (secondo Tim Berners Lee). La caratteristica
fondamentale di un lavoro collaborativo svolto attraverso gli strumenti
telematici è la sua apertura, la sostanziale imprevedibilità dei suoi
esiti e la continua ricerca di nuovi risultati. Questa è ciò che
intendiamo con Attività di Arte Addizionale. Nuove forme artistiche
che nascono sia per ricombinazione di vecchi stilemi, sia per l'utilizzo
di nuovi media digitali, che non vanno a competere con le tradizioni
storiche, ma si aggiungono a esse e si aprono, in maniera estensiva,
al pubblico dei lettori.
Allora muovete il passo successivo: il testo scritto vuole entrare in
un processo che il libro realizza solo in astratto o in maniera dispersiva:
le nostre porzioni di testo vogliono creare un feedback dei lettori. L'ipertesto
digitale muta così in una forma ancora più stabile di quella cartacea.
Il sito della 48ore si trasforma in bacino di raccolta per tutti gli interventi
dei lettori.
L’ospitalità era sacra ai Proci, Odisseo potè raccontarci tutto durante
quel banchetto. Potremmo noi mai negare ospitalità a qualcuno?

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